»¤° Il gioco degli X-laws °¤« by Marti
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“Il gioco degli X-laws”

Cap.1 - Cioccolata calda.

Hao si sedette ad un tavolo del bar.
Ordinò una cioccolata calda.
Che pizza…ora che aveva perso lo Shaman fight fight non aveva più niente da fare…
Il cameriere gli portò la cioccolata calda.
Hao la fissò, si portò la tazza alle labbra, ma prima di assaggiarla si rese conto che la cioccolata calda non gli piaceva, e non gli era mai piaciuta.
Chissà perché l’aveva ordinata…
Prese le bustine dello zucchero e le rovesciò dentro il liquido fumante.
Bah, che schifo…cioccolata calda…
Con il dorso della mano spinse la tazza lontano da lui.
Chiamò nuovamente il cameriere, per ordinargli qualcos’altro, ma rimase a fissarlo a lungo.
- Ehi! — esclamò facendolo sobbalzare — Sbaglio o io ti conosco?
Il cameriere si risistemò gli occhiali con un rapido gesto della mano destra. Sorrise e gli porse il menù.
- Non credo. Vuole ordinare, signore? — domandò con sorriso smagliante dipinto sul volto.
Hao afferrò il menù e sospirò.
Il cameriere si prese di tasca un blocchetto per appuntarsi tutto quello che Hao aveva intenzione di dire.
Lo sciamano ci pensò un attimo.
Non aveva fame, ne aveva sete…ma si annoiava tanto…
- Una cioccolata calda. — disse svogliatamente.
Il cameriere stava per scrivere quando notò la tazza con la cioccolata calda sul tavolo.
- Ma…non volete prima finire quella? — chiese perplesso.
Hao sospirò ancora, stavolta più stressato.
- No, ne voglio due. Perché mi và. Tanto pago io che ti frega di quello che ordino? — ringhiò a denti stretti.
Il cameriere annuì, scrisse sul taccuino qualcosa, poi si voltò e sparì dietro un bancone.
Hao sospirò ancora.
Non provava più alcun gusto nel tormentare le persone…ma perché? Che noia, che noia! Che poteva fare? Ordinare cioccolate calde fino a che non finivano le scorte? Dare fuoco al bar? Uccidere i camerieri mentre chiedono pietà…che prospettive barbose…
Gli stava passando la fantasia.
Aveva perso lo Shaman fight, e la sua vena omicida-creativa si era prosciugata.
Che noia…
CHE NOIA!
Il cameriere gli porse la tazza fumante.
Hao ci versò lo zucchero e la spinse vicino a quelle precedenti.
- Portamene un'altra. — ordinò sbadigliando.
Il cameriere lo fissò stranito, scosse la testa e sparì di nuovo dietro il bancone.
Hao si voltò verso la finestra.
Sospirò ancora. Ora niente aveva più un senso…CHE NOIA! CHE NOIA! CHE NOIA!
Il cameriere gli passò un'altra tazza, ed Hao ci rimise lo zucchero e la posizionò accanto alle altre.
- Scusi ma…ha intenzione di berle? — gli chiese servilmente il cameriere, lisciandosi i capelli biondi con nervosismo.
Hao non staccò gli occhi dalla finestra.
- No, non credo. A me fa schifo la cioccolata calda…me ne porti un'altra? - rispose calmo il malvagio e annoiato sciamano.
- Questo è uno spreco.
- Si, lo so.
- Non gliene porterò altre fino a che questi bicchieri non saranno vuoti. Noi queste cose le paghiamo. — sentenziò il cameriere.
Hao si voltò ed afferrò con rabbia una tazza di cioccolata calda. Ma la sua mania omicida si era talmente affievolita che non la ruppe. I suoi occhi corsero veloci ispezionando la superficie del tavolo. Con la mano libera afferrò un vaso da fiori, e ci rovesciò dentro tutte e tre le tazze di cioccolata calda.
Tornò a fissare la finestra.
- Adesso i bicchieri sono vuoti. Portamene un'altra. — sbadigliò Hao disinteressato.
Gli occhi azzurri del cameriere fissarono con rabbia il ragazzino. Non disse nulla, e si allontanò in silenzio.
Tornò con una nuova tazza di cioccolata in mano.
- Ecco a lei. — sibilò irritato.
Hao la prese, aprì la bustina dello zucchero e ce lo versò. Si voltò verso il vaso da fiori dove aveva rovesciato anche le altre, ma si fermò di colpo.
- I fiori… - commentò perplesso. I fiori erano tutti appassiti, e quando Hao sfiorò appena il petali giallognoli questi si staccarono e caddero sul tavolo, rattrappiti e grinzosi.
Prima non erano così, ne era certo…ma allora doveva essere stata…la cioccolata calda!
Si girò di scatto vero il cameriere.
- Ma cos…
Il cameriere lo colpì alla testa.
Hao cadde a terra, con il sangue che gli scorreva veloce dalla ferita e gli incollava i capelli castani al volto.
Provò ad alzarsi ma il cameriere gli mise un piede sulla schiena, facendolo finire pancia a terra.
Hao gemette.
- Povero scemo…pensavi di esserti liberato degli X-laws? Noi torniamo sempre…
Ed in quel momento Hao riassociò un nome alla faccia del cameriere.
- Marco… - gemette mentre le forze cominciavano ad abbandonarlo.
Il cameriere si mise a ridere.
Tutto diventò buio, e pian piano anche la risata scomparve. Hao era svenuto.


Il primo capitolo è finito. Muahahahahah!
Commentate grazie! ^__^
Ah, l’autrice ci tiene a farvi sapere che non ha niente contro la cioccolata calda, e che, anzi, gli piace un sacco :P

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